Nel Sinai i testi cancellati tornano leggibili: i segreti della biblioteca di Santa Caterina
Nella biblioteca di Santa Caterina, nel Sinai, immagini multispettrali rendono leggibili testi cancellati secoli fa. Scopri la storia dei palinsesti.
Di Santa Caterina abbiamo raccontato la moschea dentro il monastero. Ma nelle sue mura si conserva un altro patrimonio: una delle più antiche biblioteche di manoscritti al mondo.
Per incontrare la parte più sorprendente di questa storia bisogna immaginare una pagina. La guardi e leggi un testo. Eppure, molto tempo prima, su quella stessa superficie qualcuno aveva scritto altro.
Una biblioteca in molte lingue
La Saint Catherine Foundation descrive una raccolta di oltre 3.300 manoscritti, con una forte presenza di testi greci e documenti in numerose altre lingue, tra cui arabo, siriaco, georgiano e armeno.
Il valore della biblioteca non si esaurisce nell’età dei volumi: le lingue, le scritture e i contenuti aiutano gli studiosi a ricostruire la circolazione di testi e idee.
Non occorre saper leggere quelle pagine per cogliere la domanda che pongono: quante mani le hanno copiate, sfogliate e conservate prima che arrivassero fino a noi?
Perché cancellare un manoscritto?
La pergamena poteva essere riutilizzata. Quando serviva un nuovo testo, gli scribi talvolta smontavano un vecchio volume, raschiavano o lavavano i fogli e scrivevano nuovamente sulla superficie.
Il risultato si chiama palinsesto: un manoscritto in cui una scrittura successiva si sovrappone a quella precedente, cancellata ma non sempre scomparsa del tutto.
Un archivio sotto un altro archivio
Il Sinai Palimpsests Project descrive oltre 160 palinsesti conosciuti nella biblioteca. I loro strati cancellati comprendono testi risalenti anche al IV secolo. Non significa che ogni volume sia così antico: bisogna distinguere la scrittura inferiore da quella aggiunta in seguito.
Come si legge ciò che sembra scomparso?
Il progetto utilizza immagini multispettrali: la pagina viene fotografata con diverse lunghezze d’onda della luce. Inchiostri e pergamena rispondono in modo differente, permettendo di evidenziare tracce difficili da distinguere a occhio nudo.
Le immagini vengono poi elaborate per rendere più leggibile la scrittura cancellata. A quel punto entrano in gioco gli specialisti delle lingue e dei manoscritti, che cercano di identificare e interpretare il testo.
La tecnologia non inventa le parole mancanti: aiuta a vedere le tracce rimaste. Decifrarle e comprenderle richiede ancora studio, confronti e, a volte, risposte che rimangono incomplete.
Puoi cominciare a esplorare anche dal telefono
La Library of Congress mette a disposizione online una collezione digitale tratta da microfilm di manoscritti di Santa Caterina, realizzati durante una spedizione nel 1950.
Questa raccolta è distinta dalle immagini multispettrali dei palinsesti: offre un altro modo per avvicinarsi al patrimonio della biblioteca e osservare pagine, grafie e impaginazioni.
Esplora i manoscritti nella collezione della Library of Congress
La biblioteca non è una tappa da dare per scontata
Santa Caterina si trova nell’entroterra del Sinai, non a Sharm. Se organizzi una visita al monastero, verifica quali ambienti siano accessibili: non presumere che l’escursione comprenda l’ingresso nella biblioteca o la consultazione dei manoscritti.
Cancellato non significa sempre perduto.
La prossima volta che sentirai parlare di Santa Caterina, immagina anche quelle pagine: un testo sopra l’altro, secoli separati da un sottile strato di inchiostro. Tra le montagne del Sinai, una storia può aspettare a lungo prima di tornare leggibile. Scopri altre storie su SharmZone
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Fonti: Saint Catherine Foundation — biblioteca e raccolte; Sinai Palimpsests Project — i palinsesti; tecnologie di acquisizione multispettrale; Library of Congress — collezione digitale.
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